INFO SOCIETARIE:

Azienda Agricola Gnirega di Clementi Pietro & C. s.s.

Via Gnirega 2 - Valgatara - 37020 Marano di Valpolicella - Verona - Italia

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La Campagna di Gnirega

 

Il fondo agricolo si sviluppa in parte attorno alla casa e attorno alla cantina, in parte arrampicato lungo la vicina collina della Masua, ed in parte sul colmo della collina, che si trova a 400mt. di altitudine, divide il Comune di Marano di Valpolicella dal confinante Comune di Negrar, ed è costituita da terreni calcarei particolarmente pregiati per la coltivazione della vite.

Le uve coltivate in Valpolicella sono la corvina, la rondinella, la molinara, la croatina (queste due ultime in piccole quantità).

Sono uve sane, autoctone (cioè non importate), dalle quali si ricava un vino particolarmente pregiato, profumato, saporito, non pesante, un poco ruvido, come il carattere del “cantiniere”.

La coltivazione  è quasi tutta a pergola. Ultimamente gli impianti sono realizzati con le misure di tre metri per uno e con circa 3.300 viti per ettaro.

Il terreno, i tipi di vitigno, le modalità di coltivazione contribuiscono a produrre uve particolari dalle quali esce il vino Valpolicella.

Le radici delle vigne si insinuano nel terreno tufaceo fino a grande profondità, per cui anche nei periodi di grande siccità le viti non soffrono.

Il fondo è rivolto a sud e ad ovest ed è uno dei più pregiati della Valpolicella per la coltivazione delle uve atte a produrre Valpolicella Classico, Valpolicella Classico Superiore, Valpolicella Ripasso, Valpolicella Amarone, e in qualche anno Recioto.

E’interessante vedere, al centro di una parte del fondo, un vajo (avvallamento) assai profondo, formato a suo tempo dalle acque  che provenivano da una sorgente a monte, ora non più esistente, ove si notano tane di volpi, di tassi, di lepri, di faine e di ricci.

In alcune parti del fondo e in qualche angolo rimangono piante di ciliegio che per alcuni anni hanno costituito una caratteristica importante per la zona; le ciliegie erano la “prima entrata” dell’anno, e arricchivano la vista durante la fioritura (la valle diventava bianca per i fiori) e durante la raccolta il rosso vivo dei frutti era un richiamo meraviglioso.

Ora la regina della valle è la vite, le colline con meno ciliegi hanno perso un po’ del loro fascino, e il vino ha preso il sopravvento.

Le vigne, diritte e ben coltivate, sembrano tuttavia  un ricamo delicato lungo le colline e i loro pendii.

Si vedono qua e là meravigliose e vecchie piante di olivo da cui si trae un olio profumato e privo di acidità.